Il Kali Kalasag basa il suo sistema sullo studio di armi: lame tradizionali (bolo, barong, kampilan ecc.) che in allenamento vengono sostituiti dai più comodi bastoni di rattan di 70 cm, da usare singolarmente o in coppia, lame corte (coltello, balisong, karambit), sibat (bastone lungo che riproduce la lancia), dos manos (bastone medio), ascia, tabac-malit (micidiale bastoncino da palmo) e spada e daga (un'arma lunga e una corta). Si studiano gli angoli di attacco che sono 14 e i relativi disarmi, ed inoltre si impara ad avere la percezione del contatto con altrettanti esercizi di sensibilità chiamati hubud lubud. Per apprendere meglio le combinazioni dei colpi sia in attacco che in difesa vengono insegnati i kabisidado.
Dallo studio delle armi si imparano i principi fondamentali del sistema dando estrema importanza al corretto modo di muoversi rappresentato dai triangoli (maschile, femminile, neutro, ritirada, urong-sulong) che rappresentano il nocciolo fondamentale di tutto il sistema. Per poter meglio affinare questi movimenti vengono fatti degli esercizi a vuoto schematizzati chiamati "bituin", e successivamente ci si muove in una forma più libera, una danza chiamata sayaw.
Dai principi acquisiti con lo studio delle armi si passa al settore mani nude. Esse sono le nostre "armi naturali" ed hanno le stesse caratteristiche di una qualsiasi altra arma: posso spaccare, tagliare, uccidere. Ed in più hanno una sensibilità maggiore, riuscendo a "sentire" maggiormente la forza dell'avversario grazie anche al lavoro con le armi che amplifica la nostra percezione a mani nude. Quindi si impara il panantukan (boxe filippina) e cioè i 14 angoli di attacco già visti con le armi, vengono studiati a mani nude con l'aggiunta di gomiti e dei gunting; il sikaran, tecniche di calcio e di ginocchio portati in linea media e bassa. Durante un combattimento in genere si tende a colpire da subito la testa dell'avversario, nel kali qualsiasi cosa si ha davanti è un bersaglio da colpire, soprattutto gli arti, che rappresentano la minaccia principale, quindi mettere fuori gioco queste zone rendendole innocue (anche temporaneamente) potrebbe risultare decisivo in uno scontro. Questo perchè anche durante il combattimento con armi si tende a colpire la mano armata dell'avversario con dei colpi frustati con la propria arma.

Anche nel settore mani nude per sviluppare meglio la sensibilità si fanno esercizi di hubud lubud sui 14 angoli, e per meglio combinare gli attacchi e le difese vengono ripresi i kabisidado, fatti ovviamente a mani nude, dove ad un attacco corrisponde una difesa attiva rappresentata da un gunting.
Il corpo a corpo viene affrontato attraverso lo studio delle trang kada e del dumog. Le trang kada sono leve articolari applicate sempre a seguito di una percussione o durante una fase ravvicinata del combattimento in cui l'avversario assume una posizione tale da poter facilmente eseguire una leva semplicemente seguendo il suo movimento.
Il dumog è la lotta, sia in piedi, ma soprattutto a terra. E' molto simile ad altri stili di lotta, segue gli stessi principi, che sono quelli della cedevolezza, l'uso del bacino, che altro non è che l'utilizzo del triangolo maschile, l'unico triangolo che possiamo eseguire a terra a causa delle evidenti limitazioni dei movimenti che abbiamo al suolo rispetto a in piedi. Anche a terra le percussioni sono fondamentali: oltre che a finalizzare con una leva o un'altra tecnica di sottomissione, nel dumog si da molta importanza ad avere una posizione dominante per poter meglio colpire l'avversario. Un aspetto che caratterizza il dumog è la lotta con l'uso delle armi, utilizzando il bastone o il coltello sia per percuotere che per eseguire le trang kada,.
Nel kali il combattimento è "totale", lo scopo era uccidere in breve tempo e limitare il più possibile i danni subiti, usando l’arma in tutte le sue parti, anche la parte dell'impugnatura chiamata punyo, sia per colpire, agganciare o disarmare. Inoltre l'altra mano è sempre pronta a percuotere e controllare, e tutto questo assieme a tecniche di calcio, ginocchia, leve, strangolamenti.
|